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Terza sfida: finito lo spettacolo ecco il vincitore!

Last Update: 3/7/2009 6:07 PM
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3/1/2009 4:14 PM
 
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O meglio la vincitrice!

La terza sfida se l'è aggiudicata Miriel67 con la dolcissima Clair de Lune!

Segue l'ironico Circus di VocedelSilenzio in seconda posizione e il tormentato Testamento di un Pagliaccio di Daeran in terza.

Grazie di aver partecipato con queste bellissime storie!

E grazie a tutti coloro che hanno letto e votato!

La classifica della giuria con tanto di commenti sarà on-line domani sera (diciamo verso le 21:00) causa disguido tecnico.

Complimenti a tutti!

BlackVirgo
[Edited by Blackvirgo 3/1/2009 4:57 PM]
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3/1/2009 4:19 PM
 
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Mi ero dimenticata la tabella coi voti...

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3/1/2009 4:48 PM
 
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Complimentissimi a Miriel, la tua storia è bellissima!


I am a drinker with writing problems (Brendan Behan).
Scrivere è la cosa più divertente che si può far da soli (Terry Pratchett).
Non sono contro le madri, ma contro l'ideologia che pretende che ogni donna abbia figli, e sono contro le circostanze in cui le madri li devono avere. Inoltre, c'è una paurosa mistificazione della relazione madre-figlio. Un bambino non è una garanzia contro la solitudine (Simone de Beauvoir).


Nisi Sputasentenze Collection (Copyright Nisi Corvonero):

* * *
L'esperienza non presuppone la saggezza, bensì una buona memoria.
* * *
Noi donne cerchiamo degli uomini che ci facciano girare la testa; purtroppo troviamo quelli che ci fanno girare le palle.
* * *
Le persone che dicono di me che sono un'egoista, si dividono in due categorie: la prima composta da coloro che lo affermano a ragion veduta. La seconda, più numerosa, da coloro che vogliono farmi fare quel che pare a loro.
* * *
Le convenzioni sociali sono linee di comportamento stilate per coloro che non sono in grado di ragionare con la loro testa.
* * *
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3/1/2009 6:35 PM
 
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Faccio anch'io i complimenti a Miriel, che ho votato.U_U
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3/1/2009 8:05 PM
 
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Complimentissimi a Miriel anche da parte mia! Una storia molto delicata e dolce ^___^



___________________________________________________________________

Vedere e ascoltare i malvagi è già l'inizio della malvagità.
Confucio


Se mangio una mela al giorno...
Morirai di fame!



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3/1/2009 9:02 PM
 
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Complimenti anche da parte mia, visto che eri il mio primo posto ideale! Brava davvero :D!
* * * *

Alice rise: "È inutile che ci provi", disse; "non si può credere a una cosa impossibile".
Oserei dire che non ti sei allenata molto", ribattè la Regina. "Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione."

Lewis Carroll, 'Attraverso lo specchio'

La mia libreria su Anobii
Mendiants & Magie (il mio blog dedicato a Joanne Harris)
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3/1/2009 10:11 PM
 
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OMG!
Beh io sono senza parole...
E adesso cosa dico se non Grazie Grazie Grazie!?
Grazie a chi ha votato Clair e complimenti a VoceDelSilenzio e a Daeran, le vostre due storie sono bellissime!
Sono un po' commossa...Un ringraziamento speciale a Skè che ha betato Clair!
Grazie a tutti :D
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3/2/2009 2:03 PM
 
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Complimentissimi, specialmente alla vincitrice perchè mi ha veramente commossa con la sua storia dolcissima!
_________________________________

Guardo nel sole che fugge e mi porta via, guardo nel sole fingendo la poesia.

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3/2/2009 2:25 PM
 
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So di essere impaziente ma... Miriel! Nuovo bando! Nuovo bandooooo!

E complimenti, ovviamente.
___________________

Doubting, Dreaming Dreams No Mortal Ever Dared To Dream Before
The Raven, E.A.Poe

For I have always been a seeker, a dreamer, and a ponderer on seeking and dreaming; and who can say that such a nature does not open latent eyes sensitive to unsuspected worlds and orders of being?
H.P. Lovecraft



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"And ye shall know the truth and the truth shall make you mad."

-Aldous Huxley



i'm in ravenclaw!

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3/2/2009 10:20 PM
 
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La classifica della giuria tecnica (composta da me, ReaderNotViewer, Cielo Amaranto e Mividam) ricalca fedelmente quella della giuria popolare.

Per stilare tale classifica ogni giurato ha dato un voto da 1 a 10 a: trama, aderenza al bando, originalità e correttezza. In base a questi voti (somma con massimo voto 40/40) è stata fatta una graduatoria individuale. Per arrivare a quella collettiva ho agito così: 3 punti alla prima classificata, 2 alla seconda e 1 alla terza. Sommato i punteggi et voilà!

1_ Clair de Lune con 9 punti
2_ Circus con 8 punti
3_ Il testamento di un pagliaccio con 5 punti.

Ed ecco anche le recensioni (mancano quelle di Mividam perché non ci eravamo comprese sui termini delle date!):

Clair de Lune

BlackVirgo
Bellissima: impeccabile dal punto di vista formale, scorre fino alla fine come le lacrime di un Pierrot. Sicuramente la più aderente al bando, forse la trama non è particolarmente originale – leggendola non ho potuto fare a meno di pensare a “Senza famiglia” e “La piccola fiammiferaia” – ma è narrata benissimo, con dolcezza e malinconia. Personaggi, anche quelli appena accennati, appaiono come “macchiette” ma assumono spessore in poche righe, filtrati dal ricordo e dai sentimenti di Clair. La nostra artista poi è meravigliosa: un personaggio fiabesco che vaga per i paesini della Provenza, sospesa in un tempo passato, ma non lontano. E poi c’è lo scontro con la grande città, con la realtà: perché nella fiaba Clair e Jules possono anche vivere la loro romantica storia d’amore, ma nella realtà rimangono solo le lacrime e le stelle che erano negli occhi tornano a brillare solo in cielo. E io non posso che apprezzare la saggezza diversa delle due vecchie, la generosa Benoit e la cinica Cici: entrambe hanno dimostrato di avere ragione, a loro modo. Le stelle e l’amore, gli artisti e i normali. Mondi inconciliabili che alla fine si sintetizzano in Ètoile che appare artista come la madre e “normale”, in quanto si esibisce in un teatro e non per strada. Anche se ho trovato nel finale l’unica pecca: è molto d’effetto, ma mi sarebbe piaciuto vedere un confronto diretto tra Jules e Clair, anche silenzioso, ma che spiegasse a chi siano dedicate le lacrime di Jules: sicuramente a Clair de Lune, ma per la musica di Debussy o per la donna che aveva amato e che gli ha regalato una Stella? A livello stilistico ho apprezzato tutto: la delicatezza della narrazione, questo modo di sfiorare e dare lo stesso peso alle esperienze belle e brutte… in particolare mi sono piaciute le domande che preludono a un cambio di argomento, staccando con il precedente e unendolo allo stesso tempo nel flusso di coscienza di Clair.

Cielo Amaranto
Clair de Lune mi ha fatto un po' l'effetto opposto (rispetto Circus). La trama è banalotta, un po' da melodramma (Lei scappa perchè il padrone è cattivo, fa la vagabonda, trova l'amore, rimane incinta, lui la molla, la figlia è un talento) ma lo stile è scorrevole, le immagini evocate sono vivide e ben costruite, la narrazione è ottima e il testo riesce a donare al lettore un sentimento di dolce malinconia. I personaggi sono un po' stereotipati (la zingarella bella e sola, il giovane gentile, la vecchina generosa, la trapezista disperata, la vecchietta zabetta, il padrone cattivo...), come lo è il conflitto della ragazza di strada che si innamora dello "straniero" (ma se tanto è sola, non ha una compagnia alle spalle, che le impediva concretamente di mollar tutto e stare con lui, se lo amava tanto? La filosofia di gente schifosa come il padrone o la zabetta?). Anche l'espediente della gravidanza l'ho trovato poco originale. Nonostante ciò, è una storia narrata talmente bene e con una tale proprietà di linguaggio da risultare comunque godibile.

ReaderNotViewer
Storia delicata e romantica, seppure non particolarmente originale, questa commovente biografia di una piccola artista di strada francese ha innanzitutto il grande merito di soddisfare magnificamente i termini del bando della sfida. L’ambientazione, curatissima e al tempo stesso lieve (m’è rimasta una gran curiosità riguardo alla leggenda di Tarasca, a proposito!), rende il girovagare della protagonista quasi fiabesco, sospeso in un tempo non ben precisato, già moderno ma certamente non contemporaneo. I fatti salienti della vita solitaria e rassegnata di Clair, dal giorno in cui, ancora bambina, lascia il circo e un padrone molestatore a quello in cui sarà rinnegata dal suo menzognero amante piccolo-borghese, ci vengono narrati con una scrittura dolce e quasi affettuosa, ma allo stesso attenta a non indulgere troppo nel patetico, e era una tentazione fin troppo facile in una storia come questa. Le poche presenze gentili nella vita della piccola acrobata – i suoi animali, la vecchia Benoit e gli innominati ristoratori – sembrano quasi illuminare il suo difficile cammino, mentre le sventure e i tradimenti sono visti con il tipico fatalismo di chi, non avendo mai avuto niente, niente si aspetta. A parte qualche piccolissimo errore, la forma è quasi perfetta. Unica vera pecca, il finale mi è parso un po’ troppo affrettato e anche alquanto sibillino: sicuramente la storia si avvantaggerebbe da un epilogo più completo, che raccordi meglio gli eventi che conosciamo al nuovo personaggio che compare sulla scena.


Circus

BlackVirgo
L’ho trovata la più originale delle tre storie. Peccato per alcuni errori grammaticali che fanno storcere il naso in più punti, ma la narrazione rimane fluida e piacevole. La citazione iniziale è veramente azzeccata e si sposa felicemente con i titoli dei vari paragrafi che ci regalano un interessante cambiamento dei punti di vista: sposta l’obiettivo della telecamera, aggiungendo informazioni e suspence. È anche un ottimo espediente per dare una buona caratterizzazione a personaggi che avrebbero altrimenti corso il rischio di rimanere solo delle macchiette. Solo, ho trovato che il registro stilistico non cambi molto da persona a persona (o da animale ad animale) anche se riesce lo stesso a sortire l’effetto voluto. M è piaciuto molto anche che il ruolo che i personaggi assumono all’interno del circo sia in funzione del loro carattere e che, nello stesso lo tempri: l’angelica Julia che danza sospesa, la tagliente Anita e Giorgio, l’egoista, che uccide invece che lasciare (quello che è mio nessuno lo deve toccare!), che forse usa l’espediente dell’omicidio in scena per supplire al fallimento dei precedenti spettacoli. Veramente un personaggio di un cinismo terrificante. Il block notes finale è veramente geniale e chiude perfettamente il cerchio: il dubbio dell’indovina che teme di aver sbagliato la previsione e l’omicidio volontario che, forse, è solo la mano del destino.

Cielo Amaranto
Circus è una storia che si basa su un presupposto piuttosto ingengoso. L'idea della veggente che riesce a tenere al sicuro i suoi compagni con le previsioni interessante e ben sviluppata, e riesce a dare un senso particolare a qualcosa che rischiava di diventare l'ennesima cronaca di delitto passionale tra teatranti.
Difatti, il punto di forza di questa storia sono appunto la trama e l'intreccio, che accendono la curiosità del lettore e la tengono alta fino alla fine, compensando una grammatica non sempre ineccepibile. I personaggi sono ben caratterizzati, evitando persino di ricadere nello stereotipo (il domatore, l'acrobata, la veggente eccetera): hanno un loro ruolo come artisti, ma anche come persone. Il cambio di prospettiva è una scelta coraggiosa, che ha messo in risalto appunto la personalità dei personaggi (i titoli dei paragrafi sono un piccolo tocco di classe).
Ma non sempre è riuscito il tentativo di differenziare lo stile del narrato. Per esempio, la scelta di utilizzare il punto di vista di ben due animali tende ad appesantire il tutto, e se il leone era legato all'intreccio, gli elegfanti sono forse un po' superflui, tanto più che lo stile del narrato nelle due parti non si differenzia in modo spiccato. Il finale scritto sul blocco dimenticato l'ho trovato un tocco di geniale ironia.
La grammatica, soprattutto per quel che riguarda la punteggiatura, è un po' zoppicante e dà al testo un ritmo singhiozzante, ci sono delle frasi costruite in modo impreciso e queste sbavature mi hanno impedito di godere al massimo di tutte le belle trovate della storia

ReaderNotViewer
L’esposizione è eccellente, anche se per la verità ho trovato un po’ forzato dare voce all’ultimo “testimone”, il blocco di carta. La storia tuttavia lascia una piacevole sensazione di completezza, come di un cerchio che si chiude perfettamente, ed è questo il suo principale pregio. Tra distrazioni, punteggiatura imprecisa e terminologia inesatta, ci ho trovato otto – piccoli – errori, nella maggior parte evitabili se solo l’autore avesse riletto un’ultima volta. Costruita come un’inchiesta gialla, mischia elementi soprannaturali, peraltro espressi con sovrana e gradevolissima indifferenza, con un divertente “gioco delle parti” tra protagonisti e testimoni. L’ambientazione circense, se proprio non del tutto riconducibile nel claim “artisti di strada”, consente di dare anche a leoni ed elefanti la possibilità di prestare le loro “testimonianze” in modo che pur essendo genuinamente divertente allo stesso tempo giustifica pienamente la citazione posta all’inizio.
Il punto di forza di questa storia è proprio l’unione di elementi apparentemente eterogenei (la sconcertante banalità del movente del delitto, che ci riporta a noti eventi di cronaca nera; la rappresentazione un po’ “situazionista” della società dello spettacolo; l’irruzione della parapsicologia come elemento rilevante e al tempo stesso ordinario; la visione quasi animistica della realtà) in una narrazione originale e compatta, che dà luogo a un racconto originale ed estremamente piacevole.


Il testamento di un pagliaccio

BlackVirgo
Devo dire che, nonostante i vari pregiudizi che circolano su Twilight, questa storia che mi è piaciuta molto. Stilisticamente è perfetta, forse un po' lenta in alcuni punti, ma molto godibile. Il clown che si nasconde dietro la maschera è uno stereotipo più che usato, così come la maschera che nasconde i pensieri oltre al volto. Personalmente ho trovato originale ribaltare questo stereotipo sul vampiro stesso, con l’immortalità che non riesce a concepire il cambiamento, ciò che non si è compreso prima di diventare immortali. Mi piace come i pensieri del clown morto diventino il fulcro per la comprensione di Edward del suo stato, per la creazione della sua personalità da vampiro. Bellissimo inoltre il rapporto tra Carlisle e Edward, un affetto reciproco profondo che non riesce a cancellare però i sensi di colpa e le aspettative dati dalla loro natura di vampiri. È una storia molto introspettiva che, dalle informazioni che mi sono procurata per il web (non ho letto i libri) , copre un momento precedente ai libri: la crescita di Edward non come uomo, ma come immortale, dando inoltre una profondità a un personaggio che mi pare deturpato (nella serie originale) del fascino che si meriterebbe. Mi piacerebbe leggere il seguito!

Cielo Amaranto
Il testamento di un pagliaccio aderisce al tema in modo molto marginale: anche se l'idea di mettere il personaggio inquietante del clown (la creatura più horror esistente ^^') nel contesto di Twilight mi è piaciuta, il punto di vista del vampiro non riesce a far calare la storia nell'atmosfera voluta dal bando. La trama è piuttosto semplice, ma alla fine questo è un racconto praticamente introspettivo, gli eventi sono appena accennati nella marea di pensieri di Edward e del pagliaccio... mi è piaciuto il flashback dovuto all'ingestione dell'altrui vita, un espediente classico che fa sempre il suo effetto, tanto più che i sentimenti del clown sono descritti in modo molto efficace (la parte migliore della storia, a mio parere). Forse, se il clown fosse stato il protagonista e Edward fosse rimasto sullo sfondo come figura incombente la storia sarebbe stata più in tema. Lo stile è buono, ma risulta pesante. Le continue ripetizioni di pensieri "classici" per un vampiro (sono bello, sono forte, chi osa fermarmi? sento pensieri, odori, sangue, eccetera) dopo un po' stancano. Va bene che una storia su Twilight è legata a certi clichè un po' triti, e che il personaggio di Edward non piò prescindere da una certa lamentosità conflittuale di fondo, ma la storia sarebbe risultata più godibile senza la loro continua...

ReaderNotViewer
Questa fan fiction su Twilight ci parla di un periodo che nella saga è soltanto accennato, cioè quello in cui il neo-vampiro Edward lasciò per qualche tempo Carlisle per seguire liberamente – o quasi - la sua natura vampirica. Per la precisione, il racconto ricostruisce intelligentemente un possibile scenario in cui questa decisione potrebbe essere maturata. Durante uno spettacolo di prestidigitazione dai risvolti drammatici, Edward fa i conti con la mostruosità – propria e altrui – prima di prendere una decisione che a chi legge – debolezza da whedondipendente - fatalmente ricorda il vagare per vicoli di Angel in cerca di delinquenti e feccia varia, dei quali nutrirsi senza appesantire troppo la propria coscienza. Molta parte della storia, in effetti, è dedicata alle sensazioni e alle riflessioni di Edward, il che la rende un pezzo prevalentemente introspettivo, poiché trama e interazione con altri personaggi, sebbene presenti, rimangono sempre sullo sfondo. Per questa ragione, se il racconto piacerà senz’altro molto agli amanti dei vampiri della Meyer, rischia di non riuscire a coinvolgere coloro che viceversa o non li conoscono o non li apprezzano.
[Edited by Blackvirgo 3/2/2009 10:23 PM]
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3/3/2009 4:04 PM
 
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Complimenti, Miriel <3 ho letto la tua storia coi cuoricini negli occhi!




Tu... dopo aver ucciso mia sorella... sei svanito nel nulla e io... ho deciso che ti avrei ucciso. Lo volevo dal profondo del cuore. Pensavo di poter cancellare dalla mia mente la tua esistenza e di andare avanti come se niente fosse. Invece... non ci sono riuscito. Nonostante tu mi considerassi meno di un sassolino... nonostante per te fossi meno interessante di una foglia morta... nonostante questo... o forse proprio per questo... desideravo essere ucciso da te. E anche se poi tu ti fossi dimenticato di avermi ucciso... e io fossi diventato solo uno delle vittime sacrificate ai ciliegi... anche così... almeno mi avresti... (Subaru Sumeragi - X #16)





«Oh!», disse il prete, «fanciulla, abbi pietà di me! Tu ti credi sventurata, ahimè! ahimè! tu non sai cosa sia la sventura. Oh! amare una donna! essere prete! essere odiato! amarla con tutti i furori dell'anima, sentire che per il suo più piccolo sorriso si potrebbe dare il proprio sangue, le proprie viscere, la reputazione, la salvezza, l'immortalità e l'eternità, questa vita e l'altra; rimpiangere di non essere re, genio, imperatore, arcangelo, dio, per metterle sotto i piedi un più grande schiavo; stringerla giorno e notte con i propri sogni ed i propri pensieri; e vederla innamorata di un'uniforme da soldato! e avere da offrirle solo una sporca tonaca da prete di cui ella proverà paura e disgusto! Essere presente, con la propria gelosia e la propria rabbia, mentre prodiga tesori d'amore e di bellezza ad un miserabile fanfarone imbecille! Vedere quel corpo la cui forma vi brucia, quel seno che ha tanta dolcezza, quella carne palpitare e arrossire sotto i baci di un altro! O cielo! amare il suo piede, il suo braccio, la sua spalla, sognare le sue vene azzurre, la sua pelle bruna, fino a contorcersene per intere notti sul pavimento della propria cella, e vedere che tutte le carezze sognate per lei finivano nella tortura! Non esser riuscito a coricarla se non su un letto di cuoio! Oh! sono queste le vere tenaglie arroventate al fuoco dell'inferno! Oh! beato colui che viene segato fra due assi, e che viene squartato da quattro cavalli! Sai cosa significa quel supplizio che fanno subire, per notti intere, le arterie che ribollono, il cuore che scoppia, la testa che si spezza, i denti che mordono le mani; torturatori accaniti che vi rivoltano senza posa, come su una griglia ardente, su un pensiero d'amore, di gelosia e di disperazione? Fanciulla, di grazia! un momento di tregua! un po' di cenere su questa brace! Asciuga, te ne scongiuro, il sudore che scorre a grosse gocce dalla mia fronte! Bambina! torturami con una mano, ma accarezzami con l'altra! Abbi pietà, fanciulla! abbi pietà di me!».

(Victor Hugo, Nôtre-Dame de Paris)
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3/3/2009 7:19 PM
 
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Ecco anche le recensioni di Mividam!

Clair de Lune
E' una storia molto bella, dolce e delicata, di cui mi sono subito innamorata.
Chi l'ha scritta è stato capace di parlare di argomenti molto pesanti (come l'abuso su minori, l'emarginazione,...) con estrema sensibilità e ha avuto il grandissimo pregio di far vedere e sentire a chi legge un mondo completamente diverso dal nostro, su cui i riflettori non si sono mai puntati.
La forza e la dolcezza di Clair mi hanno subito catturato, e così ho subito desiderato che fosse felice, senza rendermi conto del fatto che, forse, lo era già. Lo dice lei stessa: "Erano il suo mondo, il cane, la gatta, il cavallo e il carretto". Ecco perchè, anche se alla fine perde l'amore, questo tipo di perdita non riesce ad intristire il lettore, perchè lei non perde nulla di tutto ciò che fa parte del suo mondo e che l'ha resa ciò che è.
In poche righe sono tanti gli sconvoglimenti di credenze e le domande che sorgono nel lettore, e quando una storia fa pensare così tanto o riesce a farti provare qualcosa di così intenso è sempre ben riuscita.
Peccato per il finale, che è arrivato così velocemente ed imprevedibilmente da non riuscire a strappare altro che delle amare considerazioni (anzichè un piccolo applauso, che pure sarebbe stato appropriato), ma in fondo forse era quello che l'autore voleva.
E' sottile, ma in un certo senso in questa storia sono tutti a perdere, e non solo Jules a causa della sua stupidità. Anche il lettore, che così spesso ha fatto la sciocchezza di Jules, ovvero ha voltato le spalle a chi era diverso da lui, si rende conto che spesso giudicare dalle apparenze è un errore. La differenza è che c'è chi sa imparare dagli errori e chi rimane imprigionato nello sbaglio e nell'incapacità di chiedere scusa. Ecco, qualcuno come Jules, che, incapace di reagire, passerà i successivi anni a guardare il mondo che cambia ed a piangersi addosso.

Circus
Allora, con questa storia ho avuto un rapporto di amore/odio sin dal principio.
All'inizio ho pensato che fosse molto bella l'idea di dividere la trama, anzichè in capitoli, in tante esibizioni diverse, e così anche quella di dare la parola a più personaggi diversi. Devo ammettere che mi ha fatto sorridere "sentire" i pensieri degli elefanti ed i discorsi sulle loro "metrolopi", ma se stiamo parlando di un omicidio passare dal pathos di una morte ad una battuta di spirito non mi è parso proprio adeguato.
Nonostante i cambi di tono e punti di vista non ho trovato difficile seguire la trama. Tutto gira tutta intorno alla morte di Julia, per poi spegnersi -ahimè- nel giro di qualche riga. Il colpevole viene svelato troppo in fretta rispetto alla parte che tratta il seguito della morte di Julia e quindi la narrazione mi è parsa quasi sbilanciata. C'è poco tempo per capire chi è il colpevole e perchè l'ha fatto, e poi, dopo tutto questo, il "Lasciarla, dite? Mmh, non ci avevo pensato" minimizza definitivamente tutto quello che si è costruito fino a quel momento.
Se dovessi dare un'aggettivo per questa storia direi: "strana", non a caso "circense".

Il testamento di un pagliaccio
In tutta sincerità, il voto complessivo che avrei dato a questa storia è più alto della media di quelli che ho scritto nello schema di valutazione.
Io non amo Twilight, ma mi è piaciuto il modo in cui l'autore ha approfondito insieme il pensiero di Edward e quello di Carlisle. A parer mio il punto di forza di questa storia è proprio il fatto che riesce a far entrare il lettore in sintonia con il protagonista. Si soffre insieme ad Edward e si ammira Carlisle come un esempio, ma si sa bene che non si riuscirà mai ad essere così perfetti. Edward è dipinto come un personaggio molto più umano di quello che crede, e questo stride con i suoi pensieri ed affascina il lettore.
Non so come il loro rapporto sia trattato nel libro, ma in questo breve scritto è intenso, molto più di quello che, per un istante, lega il pagliaccio ed Edward, e questo è anche il peggior difetto della storia.
Edward e Carlisle sono personaggi magnetici, misteriosi. Si capisce subito che sono di un'altra categoria e che con loro presenti tutto il resto scompare. Il pagliaccio non è più un mostro, anche se ha ucciso, ma il vero mostro è colui che l'uccide. Il pagliaccio non ispira pena quando si lamenta della maschera che tutti gli vedono addosso, ma è il mezzo che fa pensare a quale sia la maschera di Edward. Il pagliaccio scompare, e così il lettore alla fine non ricorda quasi più che ci sia stato, se non per il naso rosso che cade dalle dita di Carlisle, e che lui avrebbe potuto prendere da qualsiasi parte.
Mi verrebbe da dire che la metafora della maschera (non necessariamente quella del pagliaccio, ma più genericamente intesa) colpisca molto più dell'analogia sottile tra il segreto del pagliaccio e quello di Edward. E così, alla fine della storia, ciò che più conta sono l'inzio ed il finale. Il centro rimane nell'oblio.
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3/3/2009 11:03 PM
 
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Brava, Miriel! Ti ho votato.
Una storia che scorre con passo leggero, fluido.
(Non è una questione di complessità sintattica. Ci sono storie scritte con periodi lunghi e complessi che scorrono con leggerezza).
Complimenti a tutti i partecipanti, comunque. ^^
...................................................
So softly dark, and darkly pure
...................................................



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3/4/2009 9:52 AM
 
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Io ADORO quando vincono degli autori nuovi! *_*
Juuuuuuuu... Fra un po' ti toccano i bannerini.
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Post: 338
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3/4/2009 7:17 PM
 
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Bravissima Miriel, anche se io ho votato Circus sono stata indecisa fino all'ultimo e la tua storia così delicata e tenera, sospesa in un passato indefinito, mi ha ricordato molto alcune storie di Joanne Harris. Tra l'altro i luoghi evocati sono per me affascinantissimi (adoro la Francia e specialmente la Provenza!).
Davvero tanti complimenti a te e a Voce Del silenzio, che ha scritto la mia preferita.
Nonostante la bravura, invece, io, da fiera oppositrice di Twilight e di tutti i romanzi del genere, non sono riuscita ad apprezzare la storia di Daeran. Ma questo riguarda solo me e non certo la storia, scritta benissimo come le altre due.
_________________________________

"L'amore è accettazione incondizionata e ricerca del bene." (Denis Waitley)

"Se una cosa non vi piace, cambiatela. Se non potete cambiarla, cambiate il vostro atteggiamento. Non lamentatevi." (Maya Angelou)

"Lamentarsi è parlare di quello che non vogliamo anziché di quello che vogliamo. Lagnarsi significa ricorrere alle parole per concentrare l'attenzione su cose che non sono come vorremmo. I nostri pensieri modellano la nostra vita e le nostre parole rivelano che cosa stiamo pensando." (Will Bowen)

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3/4/2009 9:15 PM
 
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Grazie ancora!!!
Oh beati Vala!
Allora volevo ringraziare la giuria tecnica per le bellissime parole e per le critiche, perchè le ho molto apprezzate. In sè e per sè la storia non è originalissima, ma volevo creare un piccolo mondo, sospeso e "sognante" dove si muovono i protagonisti. Il finale è stato un problema. Non volevo l'happy ending ( che ho scritto per primo XD) ma non volevo un finale triste, volevo un lampo di luce...Mi rendo conto nella rilettura e grazie alle vostre critiche che si potrebbe migliorare!
Ringrazio ancora per i complimenti :) Essendo la prima volta poi che partecipo ad un concorso, sono rimasta senza parole dalla sorpresa!
Ehm se ho ben capito tocca a me ora l'onere e l'onore del prossimo bando...
Potrei avere per favore l'elenco di quelli già fatti?
Grazie mille :)
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3/4/2009 11:30 PM
 
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Se ripercorri la cartella trovi gli altri due.^^

Per comodità comunque te le linko:

anonimaautori.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd... <--- La prima, sulle donne di carattere

anonimaautori.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd... <--- La seconda, su vampiri, streghe e lupi mannari
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3/7/2009 11:19 AM
 
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Io volevo ringraziare la giuria per le recensioni di 'Circus', effettivamente sulla quasi totalità dei punti avete ragione, ma è stata una storia davvero complicata per me... ora cewrcherò di migliorarla :)

Ringrazio anche Lady Arien che mi ha votato e rinnovo i complimenti a Miriel, una vittoria davvero meritata, e poi mi complimento anche con Daeranper la sua bella storia dal sapore vampiresco.
E' stato un piacere gareggiare con voi, ora attendo ilnuovo bando...!
* * * *

Alice rise: "È inutile che ci provi", disse; "non si può credere a una cosa impossibile".
Oserei dire che non ti sei allenata molto", ribattè la Regina. "Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione."

Lewis Carroll, 'Attraverso lo specchio'

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Mendiants & Magie (il mio blog dedicato a Joanne Harris)
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3/7/2009 6:07 PM
 
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Re:
JeanGenie, 04/03/2009 9.52:

Io ADORO quando vincono degli autori nuovi! *_*
Juuuuuuuu... Fra un po' ti toccano i bannerini.




Sì capo! Tu dai materiale ed io eseguo!




Tu... dopo aver ucciso mia sorella... sei svanito nel nulla e io... ho deciso che ti avrei ucciso. Lo volevo dal profondo del cuore. Pensavo di poter cancellare dalla mia mente la tua esistenza e di andare avanti come se niente fosse. Invece... non ci sono riuscito. Nonostante tu mi considerassi meno di un sassolino... nonostante per te fossi meno interessante di una foglia morta... nonostante questo... o forse proprio per questo... desideravo essere ucciso da te. E anche se poi tu ti fossi dimenticato di avermi ucciso... e io fossi diventato solo uno delle vittime sacrificate ai ciliegi... anche così... almeno mi avresti... (Subaru Sumeragi - X #16)





«Oh!», disse il prete, «fanciulla, abbi pietà di me! Tu ti credi sventurata, ahimè! ahimè! tu non sai cosa sia la sventura. Oh! amare una donna! essere prete! essere odiato! amarla con tutti i furori dell'anima, sentire che per il suo più piccolo sorriso si potrebbe dare il proprio sangue, le proprie viscere, la reputazione, la salvezza, l'immortalità e l'eternità, questa vita e l'altra; rimpiangere di non essere re, genio, imperatore, arcangelo, dio, per metterle sotto i piedi un più grande schiavo; stringerla giorno e notte con i propri sogni ed i propri pensieri; e vederla innamorata di un'uniforme da soldato! e avere da offrirle solo una sporca tonaca da prete di cui ella proverà paura e disgusto! Essere presente, con la propria gelosia e la propria rabbia, mentre prodiga tesori d'amore e di bellezza ad un miserabile fanfarone imbecille! Vedere quel corpo la cui forma vi brucia, quel seno che ha tanta dolcezza, quella carne palpitare e arrossire sotto i baci di un altro! O cielo! amare il suo piede, il suo braccio, la sua spalla, sognare le sue vene azzurre, la sua pelle bruna, fino a contorcersene per intere notti sul pavimento della propria cella, e vedere che tutte le carezze sognate per lei finivano nella tortura! Non esser riuscito a coricarla se non su un letto di cuoio! Oh! sono queste le vere tenaglie arroventate al fuoco dell'inferno! Oh! beato colui che viene segato fra due assi, e che viene squartato da quattro cavalli! Sai cosa significa quel supplizio che fanno subire, per notti intere, le arterie che ribollono, il cuore che scoppia, la testa che si spezza, i denti che mordono le mani; torturatori accaniti che vi rivoltano senza posa, come su una griglia ardente, su un pensiero d'amore, di gelosia e di disperazione? Fanciulla, di grazia! un momento di tregua! un po' di cenere su questa brace! Asciuga, te ne scongiuro, il sudore che scorre a grosse gocce dalla mia fronte! Bambina! torturami con una mano, ma accarezzami con l'altra! Abbi pietà, fanciulla! abbi pietà di me!».

(Victor Hugo, Nôtre-Dame de Paris)
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